maggio 14, 2011 di vinimaule
Si parte sempre da ciò che il vino può offrire, la sua mineralità, la sua acidità così spiccata, una corposità lunga, una interessante persistenza, sono tutte proprietà diffuse nei bianchi di qualità, forse non così estreme come nel Durello.
Puntare sul suo essere al limite è una chiave di lettura nuova: è certo che la tradizione locale non andava tanto per il sottile, si beveva quello che c’era, ma dietro a questo atteggiamento inevitabile si nasconde una cultura ben più profonda, una sorte di sintonia speciale, talvolta impalpabile.
Ciao a domani
Graziano