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IL DURELLO COME MEDICINA

Che effetti ha sulla salute dell’uomo il Durello, il vino con il più alto grado di acidità fra i vini italiani? Mentre alcuni degli acidi contenuti nel vino Durello sono presenti già nel mosto, altri si formano durante la fermentazione alcolica. L’acido malico è contenuto in quantità molto elevate. Esso è un componente costante dell’uva e di molti altri frutti, in particolare delle mele. La sua presenza è particolarmente evidente nel vino giovane, al quale conferisce la particolare asprezza. Dal punto di vista farmacologico, l’azione dell’acido malico può risultare efficace, insieme al tannino, nella cura delle diarree e delle gastroenteriti. Ha effetto disintossicante del sangue, protettivo del fegato e di contenimento della pressione arteriosa. Ha inoltre un’efficace azione diuretica.

Ciao a domani

Graziano

 La prova di quanto detto ieri è una fragrante bruschetta ricoperta di frutti di mare appena bolliti e conditi con basilico ed extravergine: far sentire l’olio significa evocare tutta la voglia di attaccare la bocca, di possederla, che l’acidità santa del Durello provoca.

Ciao a domani

Graziano

Tanto iodio nei profumi nel Durello non poteva lasciar scappare l’occasione dei frutti di mare, con i quali si instaura una sovrapposizione, una specie di complicità salina che permette al vino di stimolare una sensazione succulenta, l’unica in grado di rilanciare continuamente il piacere dell’assaggio.

Ciao a domani

Graziano

Quando parliamo di baccalà prendiamo in esame l’elaborazione vicentina, sulla quale ogni tentativo di forzare l’untuosità della bocca si rivelerebbe vano, ma nel caso del Durello assistiamo ad un’eccezione clamorosa, un comportamento imprevedibile da parte del piatto che ama essere circuito dall’energia del vino, un rimando seducente che scopre dei due componenti, cibo e vino, lati piacevolissimi e irresistibili.

Ciao a domani

Graziano

Un’altra grande barriera che il Durello riesce a superare è quella tra il baccalà e il vino bianco.

Tali bollicine si pongono nei confronti del piatto con una disponibilità amorevole, quindi dietro la sua “cattiveria”  si cela un’anima carezzevole.

Quando parliamo di baccalà

La sopressa, per esempio, così sentita nelle zone settentrionali di Verona e Vicenza, pensate a quella splendida al Recioto doc passitaia Montecrocetta, troverebbe grandi difficoltà con la gran parte dei bianchi e dei rossi, e invece incontra il Durello su un piano insospettato, quello di un confronto diretto, nel quale grasso e polpa del cibo si scontrano con la vitalità del vino.

Questo avvenimento vedrebbe nella gran parte dei casi un residuo metallico tutt’altro che gradevole, e invece qui abbiamo una pulizia della bocca straordinaria.

Ciao a domani

Graziano

Si parte sempre da ciò che il vino può offrire, la sua mineralità, la sua acidità così spiccata, una corposità lunga, una interessante persistenza, sono tutte proprietà diffuse nei bianchi di qualità, forse non così estreme come nel Durello.

Puntare sul suo essere al limite è una chiave di lettura nuova: è certo che la tradizione locale non andava tanto per il sottile, si beveva quello che c’era, ma dietro a questo atteggiamento inevitabile si nasconde una cultura ben più profonda, una sorte di sintonia speciale, talvolta impalpabile.

Ciao a domani

Graziano

Il cibo e il Durello hanno un rapporto istintuale, dal quale vanno esclusi pregiudizi, abitudini e luoghi comuni, per creare una comunione vera, una storia d’amore che permetta al vino di esistere e servire la ricetta di volta in volta sottoposta.

Ciao a domani

graziano

Gli estratti, la corposità non sono mai sopra le righe, fanno parte della fisionomia di un bianco agile, longilineo, al quale un eccesso di polpa potrebbe togliere il suo gesto distintivo, quasi aristocratico, in altre parole austero. Il finale leva quasi il respiro, scatta una salivazione immediata, sentiamo l’acidità allungata sotto la lingua, appare un retrogusto amarognolo appena accènnato e tornano i sottili sentori di terra bianca. Il tutto con una furia che non lascia dubbi sulla visceralità del Durello.

Ciao a domani

Graziano

Se la spina vibrante ed energica gli permette di conservarsi non è detto che possa realmente farlo crescere, consentirgli di cambiare e trasformarsi come ogni grande vino, rosso o bianco, deve fare per essere di qualità. Non è un caso che la tradizione locale vuole dall’uva durella la completa maturazione in modo che attutisca, acquieti la sua acidità e aggressività.

Ciao a domani

Graziano